lunedì 4 aprile 2016

NULLA...


NULLA...

Sarà forse la mia capacità di dissociarmi da questa cruda realtà,
che mi spinge ad andare avanti e a combattere ancora.
Nonostante quella fugace emozione che chiamano speranza,
stia lasciando del tutto la parte lucida della mia mente.

E pensare che la solitudine mi aveva già colpito tempo fa,
quando vidi i corpi dei miei familiari pieni di sangue,
quando vidi la mia vita andare in pezzi,
quando mi sentii incapace di agire e di difendere quello che era mio.
Quale uomo vorrebbe provare tutto ciò?

Pensai che niente sarebbe stato peggio di quel dolore nel petto.
Ma mi sbagliavo...

Quello che vedo e sento ora è il nulla.
In questa baracca in mezzo al fango,
sotto questa martellante e fredda pioggia.
Io, gli altri come me, 
vittime di una guerra che non abbiamo cercato.
Vittime di persone senz'anima che si combattono 
distruggendo ogni frammento dell'altrui esistenza.

Loro creano il terrore e poi si affannano a distruggerlo.
Ma siamo noi che paghiamo il prezzo più alto...
Tra bagni di disperazione e atti di discriminazione.
Mai prima d'ora, avevo provato questo micidiale insieme di sensazioni,
un misto di dolore, paura e vergogna.

Ecco perchè la mia mente cerca di occultare tutto,
ecco perchè vivo ancora...
Perchè ora, l'unica cosa che provo dopo tante sofferenze
è il più totale, distruttivo e rassicurante "nulla".

4 Aprile 2016,
Francesco Cerenzia