sabato 16 gennaio 2016

Riflessioni di un uomo solo


Riflessioni di un uomo solo

E' così triste quando ti rendi conto di avere un mondo dentro di te,
ma non i mezzi per farti capire!”

Tutto scorreva apaticamente e tutto era come al solito, quel giorno...
La pioggia, il vento, il grigio sbiadito che caratterizzava il mattino
e i soliti volti, che con fare educato cercavano di ingannarmi.
Ed era tutto così strano, tutto così familiare... Tutto un'enorme finzione!
Così anch'io fingevo di non capire, per non ferire in nessun modo quella gente...
Per non turbare profondamente quei pilastri su cui avevano costruito un'intera vita...
E nel mentre, combattevo la mia solita ed eterna battaglia con me stesso!

La verità è che nessuno avrebbe mai potuto capire quello che si celava dentro di me.
Quello che la mia mente avrebbe potuto dire loro.
Quanto sconvolgimento avrei potuto causare!

La paura era un'emozione che avevo superato da un pezzo ed ora era completamente stata sopraffatta dal vuoto.
Che c'è di più orribile di un vuoto?
Che c'è di più terrificante del niente assoluto?

Ignorare è troppo facile, ed era quello che avevano scelto loro.
La conoscenza è rischio ed era quello che avevo scelto io.

Tuttavia sapevo di non avere vita facile, sapevo di essere solo...
E anche se ci provi ad amarla e ad apprezzarla fino al punto di desiderarla,
la solitudine è qualcosa che da sempre ha il potere di farci male,
il potere di toglierci qualcosa...
Scegliete voi cosa.

16 Gennaio 2016,

Francesco Cerenzia


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