lunedì 11 gennaio 2016

L'amico


L'AMICO

Era un solito e tranquillo Lunedì, un po' grigio e con il solito vento fresco che gli dava un tocco invernale.
Mi alzai dal letto e pensai alla splendida dormita che mi ero fatto...
Non mi succedeva da molto tempo...
Ma ad ogni modo, la giornata mi reclamava e io dovevo compiere la mia routine!
Non erano ammessi cambiamenti, io stavo bene così!

Non feci colazione quella mattina...
Avevo lo stomaco leggermente in disordine e mangiare anche solo una brioche, avrebbe provocato un rigurgito indesiderato.

Ah! La sera prima!
Ora si che mi tornavano alla mente alcuni flash della nottata trascorsa fuori...
Ricordo che per la prima volta, dopo tanto tempo ero riuscito a non pensare e a lasciarmi andare, grazie a qualcuno o qualcosa di speciale.

Accennai allora un sorriso, cosa molto rara per me al mattino, ma lo feci senza pensare.

Capiì allora che nonostante mi fossi alzato da quel letto una parte della mia mente era ancora addormentata.
Ma sapevo che presto o tardi si sarebbe risvegliata con me. Era solo questione di tempo!
Cominciai allora a provare il solito senso d'ansia e di timore...

Ma di cosa avevo paura?
Cosa temevo di quella parte contorta della mia mente?

Pensai che non potevo psicoanalizzarmi già alle dieci di mattina,
così corsi in bagno e feci la doccia per poi vestirmi e uscire di corsa.
Intanto quella tanto temuta parte del mio cervello si era completamente risvegliata e i mille pensieri che frullavano in testa mi provocavano paura, ansia e molta paranoia...

Ero uscito di casa a piedi e gli sguardi della gente che incontravo per strada, erano come mille pugni nello stomaco.
Molte di quelle persone mi salutavano allegramente, ma io replicavo con un timido sguardo dall'espressione spaesata e confusa.
Riuscivo solo a pensare che dovevo raggiungere il mio amico che mi aspettava al bar in piazza.

Non vedevo l'ora di arrivare e riuscire a sorridere nuovamente, come avevo fatto appena sveglio quel mattino.
Arrivai al bar con questo pensiero e notai felice,
che il mio amico era rimasto lì ad aspettarmi nonostante il mio lieve ritardo.
Così ci sedemmo al solito tavolo
e con la mano lo versai nel bicchiere ancora vuoto.

Ah... Se quel mio amico potesse parlare, chissà quante cose potrebbe svelare di me!

Dopo averlo sorseggiato avidamente, quella sensazione che cercavo da sempre si fece finalmente sentire.
Era l'illusione di stare bene...
Un'illusione fatta di falsi sorrisi accennati, tra gli sguardi attoniti di altri clienti del bar.

Chissà cosa pensavano di me!
Chissà che dicevano alle mie spalle!
Ah...
Che importa!
Tanto ci sei tu che non mi giudichi mai!

Dicevo rivolto al mio bicchiere mezzo vuoto.

11 Gennaio 2016,

Francesco Cerenzia


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