mercoledì 20 luglio 2016

Non saprò...


Non saprò...


Non saprò cosa rispondere...
Quando mi chiederai della cattiveria, 
quando domanderai della libertà.

Non saprò parlare e non avrò comunque, tanto da spiegare. 
Quando ti accorgerai del declino di questa nostra umanità e 
quando capirai l'uomo...
Sempre in cerca di falsi miti, soffocato dall'orrore.

Non saprò dirti come e quando abbiamo perso,
contro chi voleva abbatterci... 
Per potere, per denaro, chi lo saprà mai!

E non saprò chiedere scusa...
A te, così puro e innocente.
Mentre là fuori, soffocheranno la tua vita e
ruberanno la tua essenza.

Non saprò spiegarti questo nostro passato incomprensibile, 
da cui niente è stato appreso.
E ora ecco, questo presente così teso...

Non saprò dire chi ti ha rubato la felicità,
Allora la persi anch'io...

Ed è pesante come un macigno, questo nuovo mondo.
Che anche se continua a girar illuso, 
sa bene di aver perso qualcosa che non tornerà più indietro.

20 Luglio 2016,
Francesco Cerenzia


mercoledì 22 giugno 2016

CULTURA: Quel legame immortale presentato a Cinisello Balsamo

CULTURA: Quel legame immortale presentato a Cinisello Balsamo

Si è tenuta sabato 18 Giugno presso il centro culturale "Il Pertini" di Cinisello Balsamo (MI), la seconda presentazione del romanzo di Francesco Cerenzia "Quel legame immortale".
A condurre l'evento dal tavolo dei relatori, oltre l'autore, erano: 
il Sindaco di Campana, Agostino Chiarello;
l'Assessore alla cultura di Cinisello, Andrea Catania; 
il Presidente dell'Associazione Culturale Calabrese, Carmelo Foti 
e in seguito ha partecipato anche la Sindaca di Cinisello Balsamo, Siria Trezzi.

La manifestazione letteraria, promossa dall'Associazione Culturale Calabrese e dal Comune di Cinisello, è stata un grande successo di pubblico e di critica grazie anche alla partecipazione di un numeroso pubblico e all'eccellente organizzazione degli addetti.

Durante la conferenza, si è parlato dei temi del romanzo di Cerenzia che spaziano dai mostri della società odierna ai legami fondamentali come l'amicizia e l'amore, passando poi per il "Nuovo Ordine Mondiale" e l'élite occulta che lo prepara.
Oltre alla promozione del romanzo, l'evento ha anche contribuito a consolidare il rapporto di amicizia tra il comune di Campana e quello di Cinisello.

In seguito, dopo aver salutato e ringraziato i tanti presenti, i relatori hanno invitato tutti a prendere parte al buffet organizzato appositamente per la presentazione.


SCATTI DELL'EVENTO




















mercoledì 25 maggio 2016

CULTURA: "Quel legame immortale" a Cinisello Balsamo





CULTURA: "Quel legame immortale" a Cinisello Balsamo.


Dopo l'entusiasmante prima presentazione svoltasi a Campana (CS) il 19 maggio scorso,
ora il nuovo romanzo di Francesco Cerenzia "Quel legame immortale" sarà presentato a Cinisello Balsamo (MI).

L'evento si terrà Sabato 18 Giugno alle ore 18 presso la "Sala Pertini".

Oltre all'autore, saranno presenti alla conferenza anche:
Agostino Chiarello (Sindaco di Campana), 
Carmelo Foti (Presidente Associazione Culturale Calabrese di Milano Nord) e 
Andrea Catania (Assessore alla cultura di Cinisello).

I relatori discuteranno a proposito del romanzo e dei temi presenti all'interno di esso.
Temi come l'amicizia, l'amore indissolubile, il terrorismo islamico e l'immigrazione selvaggia. 
Senza dimenticare poi, le oscure politiche di destabilizzazione messe in atto da un'élite occulta sovranazionale votata a instaurare un "Nuovo ordine mondiale".

L'evento è aperto al pubblico, perciò non mancate!






sabato 21 maggio 2016

Prima presentazione del romanzo "Quel legame immortale" di Francesco Cerenzia


Prima presentazione del romanzo "Quel legame immortale" di Francesco Cerenzia


Si è tenuto a Campana (in provincia di Cosenza) il 19 maggio scorso, l'evento che ha reso a disposizione del pubblico il romanzo "Quel legame immortale" edito da Falco Editore.
Con la presenza del sindaco campanese Agostino Chiarello, il moderatore Antonio Loiacono, il giornalista Ciccio Ratti, l'ingegnere Ernesto Funaro e l'autore si è discusso dei forti temi toccati nell'opera.
Un'opera complessa che analizza i vari aspetti della società odierna, sia negativi che positivi.

I personaggi del romanzo affrontano sfide enormi e tra amori, amicizie immortali, dolori e tradimenti, si ritroveranno catapultati in una realtà fatta di paura, di ansia, di terrore e anche di razzismo.
Già nei primi capitoli, i protagonisti affronteranno cataclismi climatici improvvisi che porteranno distruzione e desolazione nel Sud'Italia;
poi con l'infittirsi della trama, i ragazzi combatteranno una serie di lotte personali e sociali tra cui quella più importante: la lotta per la libertà.

Nel romanzo, vengono anche analizzate tematiche particolari come il terrorismo dei jihadisti, l'immigrazione selvaggia e la strategia della tensione messa in atto da una potente 'elite' sovranazionale per instaurare un nuovo ordine mondiale, dove tutti i cittadini sono chiamati a rinunciare alle proprie libertà in cambio di una falsa sicurezza.
Nessuno dei protagonisti, al termine di questa storia, sarà più innocentemente ingenuo.


'QUEL LEGAME IMMORTALE' 
E' ACQUISTABILE IN ESCLUSIVA SUL SITO www.falcoeditore.com

A BREVE, SARA' INOLTRE DISPONIBILE NEI VARI STORE ONLINE E NELLE TANTE LIBRERIE ITALIANE!


Di seguito, alcuni scatti tratti dalla prima presentazione di giovedì 19 maggio 2016 presso il Kaotic Bar di Campana (CS)





domenica 8 maggio 2016

CULTURA: "Quel legame immortale" il nuovo romanzo di Francesco Cerenzia


Quel legame immortale, nuovo romanzo italiano in uscita a Maggio

Quel legame immortale, nuovo romanzo di Francesco Cerenzia targato Falco Editore, racconta e descrive la realtà odierna toccando temi forti come terrorismo e immigrazione, passando per le oscure politiche di destabilizzazione dell'élite mondiale occulta e intrecciando nella story-line anche le vite personali dei personaggi; combattuti tra sogni, amore, amicizia profonda...
L'affiatato gruppo di amici, vivrà intense e sconvolgenti avventure che contribuiranno a cambiarli per sempre.

Il libro inedito sarà presentato per la prima volta Giovedì 19 Maggio a Campana (CS) presso il Kaotic bar/pub.


Breve sinossi di "Quel legame immortale"

In un'Italia profondamente in crisi e dannatamente spaccata in due enormi parti,
si svolgono le tumultuose vicende che hanno come protagonisti Katy, Milly, Beth, Mike, Francis, Austin e Claire.
L'affiatato gruppo, oltre ad affrontare cataclismi meteorologici improvvisi, si vede costretto a reagire di fronte ai tanti comportamenti ostili da parte delle Istituzioni Nazionali nei confronti del Meridione.
La crisi di valori morali che ha investito il bel Paese, porta infatti tragiche conseguenze sulla maggior parte della popolazione.
Così, tra trame complesse e devastanti difficoltà,
i ragazzi devono riuscire a convivere in un clima di terrore, di paura e di razzismo creato dai media nazionali in seguito a svariate minacce terroristiche indirizzate proprio all'Italia.
Ci saranno forti dolori da superare, verità scomode da assorbire
e grossi scandali globali da mettere a tacere.
Solo alcuni riusciranno a far fronte a tali emergenze e nessuno di loro al termine della storia, sarà più innocentemente ingenuo.
Tutti i personaggi vivranno intensi avvenimenti, che rimarranno impressi nella memoria collettiva per moltissimo tempo.



lunedì 4 aprile 2016

NULLA...


NULLA...

Sarà forse la mia capacità di dissociarmi da questa cruda realtà,
che mi spinge ad andare avanti e a combattere ancora.
Nonostante quella fugace emozione che chiamano speranza,
stia lasciando del tutto la parte lucida della mia mente.

E pensare che la solitudine mi aveva già colpito tempo fa,
quando vidi i corpi dei miei familiari pieni di sangue,
quando vidi la mia vita andare in pezzi,
quando mi sentii incapace di agire e di difendere quello che era mio.
Quale uomo vorrebbe provare tutto ciò?

Pensai che niente sarebbe stato peggio di quel dolore nel petto.
Ma mi sbagliavo...

Quello che vedo e sento ora è il nulla.
In questa baracca in mezzo al fango,
sotto questa martellante e fredda pioggia.
Io, gli altri come me, 
vittime di una guerra che non abbiamo cercato.
Vittime di persone senz'anima che si combattono 
distruggendo ogni frammento dell'altrui esistenza.

Loro creano il terrore e poi si affannano a distruggerlo.
Ma siamo noi che paghiamo il prezzo più alto...
Tra bagni di disperazione e atti di discriminazione.
Mai prima d'ora, avevo provato questo micidiale insieme di sensazioni,
un misto di dolore, paura e vergogna.

Ecco perchè la mia mente cerca di occultare tutto,
ecco perchè vivo ancora...
Perchè ora, l'unica cosa che provo dopo tante sofferenze
è il più totale, distruttivo e rassicurante "nulla".

4 Aprile 2016,
Francesco Cerenzia





giovedì 31 marzo 2016

L'illusione del nostro tempo


L'ILLUSIONE DEL NOSTRO TEMPO


E' come un'enorme ragnatela che ci avvolge dalla testa ai piedi,
dall'ambiente che ci circonda e che costruiamo ogni giorno
ai meandri della nostra anima, del nostro inconscio.

La avvertiamo costantemente e incessantemente in
ogni gesto quotidiano,
in ogni cosa che sentiamo...

C'è chi la usa per conforto e chi per pura disperazione,
C'è poi, chi sa che senza, la vita sarebbe diversa...
Più forte, più reale, più dura da capire e accettare.

Per tanto la temiamo, la adoriamo, la bramiamo e ne facciamo abuso
come fosse la più potente delle droghe, troppo forte per privarsene...

Il nostro tempo, la nostra realtà, 
la nostra storia e poi
le guerre, 
le battaglie perse, 
le vittorie e il potere...

Essa si cela dietro tutto quello che crediamo di sapere,
e a volte le affidiamo il pieno controllo di noi stessi...
Pur sapendo che ha contribuito a creare qualcosa di sinistro
che da sempre aleggia su di noi.

E' una forte arma usata per ammaliarci e
a me piace chiamarla
“l'illusione del nostro tempo”.

31 Marzo 2016,
Francesco Cerenzia





giovedì 24 marzo 2016

"RIFLETTIAMO E AGIAMO"


RIFLETTIAMO E AGIAMO”


Noi tutti possediamo grandi doti “interne”...
Possediamo la capacità di pensare,
di capire ciò che accade intorno a noi quotidianamente,
di provare emozioni...
E con l'aiuto della concentrazione, in quanto umani,
potremmo essere in grado di raggiungere
obbiettivi incredibili e normalmente considerati impossibili.

La mente umana cela doti straordinarie e se impariamo ad usarle
potremmo anche arrivare a capire le vere ragioni dell'essere.

Non lasciamoci dunque manipolare e distrarre dalla società odierna.
Non lasciamo che essa e chi ne tira le fila, distrugga la nostra intelligenza
facendoci correre dietro futili scopi,
dietro potenti istituzioni che da secoli pretendono di essere nel giusto.

Non lasciamoci trasformare in schiavi del consumismo e del capitalismo sfrenato.

Siamo esseri umani e in quanto tali, possiamo creare una realtà migliore.
Senza terrore,
senza sanguinose guerre economiche e di religione,
senza rappresentanti immorali che mirano solo al controllo assoluto
avvalendosi di qualsiasi mezzo.

Riflettiamo e agiamo!
Perchè questa è l'unica cosa da fare ora.



24 Marzo 2016,
Francesco Cerenzia











venerdì 18 marzo 2016

"MI VERGOGNO DI ESSERE UMANO"


MI VERGOGNO DI ESSERE UMANO”

E non basterebbe una vita per riuscire a raccontare pienamente quello che ho visto, quello che ho vissuto...

La pioggia era incessante e il fango era ovunque; lo sfondo era agghiacciante e il profondo disagio si respirava nell'aria.
Un'atmosfera carica di ansia, di paura, di rassegnazione e di terrore... Un'atmosfera disumana.
Io ero un volontario, in quell'enorme tendopoli situata al confine tra Grecia e Macedonia, spinto dal desiderio di poter aiutare i miei simili e di dare loro speranza.
Una speranza che a fatica riuscivo a trovare, una speranza sfuggente celata dall'abbagliante luce dell'illusione.

Le condizioni umane di quella tendopoli, sorta per dare alloggio a centinaia di profughi di guerra, erano orribili...

Che razza di posto era quello?
Che razza di speranza potevo dare a coloro che giorno dopo giorno morivano e perivano in un mare di fango e di desolazione?

Ero turbato e deluso!
Ero profondamente arrabbiato nei confronti dei “potenti”, che per la loro incapacità di compiere scelte, causavano emergenze umanitarie come quelle.

Mi chiedevo allora dove fossero i nostri rappresentanti...
Dov'erano, quando un bambino profugo cercava di scavalcare l'altissimo filo spinato che recintava l'inferno e di colpo si ritrovava a terra braccato come un animale da “uomini di legge”.

Dov'era la chiesa, che predica tanto dai suoi lussuosi palazzi, mentre una donna era costretta a partorire nelle peggiori condizioni umane.

Dov'era la nostra umanità, mentre l'unico cibo che possedevano quegli sfollati erano scarti gettati loro dai pochi furgoni a cui era concesso passare.

Ritornai tempo dopo a casa, in Italia...
E dopo aver tentato invano di cancellare quei ricordi dolorosi e quei rimorsi provenienti dal mio inconscio, andai una mattina in un bar per prendere un caffè...

La tv di quel locale era sintonizzata su un canale che parlava dell'emergenza profughi e dei campi nel fango... Non ebbi il coraggio di rivedere quelle immagini e me ne stavo in silenzio al bancone, aspettando il mio caffè.

Ah disgraziati! Perchè non li fanno fuori tutti! Perchè non ci lasciano in pace!”
Disse improvvisamente il barista, osservando il servizio in tv e rivolgendosi a me.

Io rimasi muto, immobile e scioccato...
Lasciai il caffè e me ne andai.

Non ero arrabbiato con quell'uomo, ma provavo un'enorme e oscura vergogna.


MI VERGOGNAVO DI ESSERE UMANO.

18 Marzo 2016,
Francesco Cerenzia


domenica 21 febbraio 2016

"Uomo medievale, uomo contemporaneo"


UOMO MEDIEVALE, UOMO CONTEMPORANEO”

Negli ultimi secoli, l'uomo ha subito incredibili trasformazioni che hanno portato a notevoli sviluppi sia dal punto di vista territoriale che dal punto di vista politico.
Come la storia ufficiale racconta, noi esseri umani abbiamo attraversato e superato svariate guerre civili, innumerevoli rivoluzioni, lotte per l'indipendenza, lotte contro la monarchia, due guerre mondiali, una “guerra fredda”, genocidi e catastrofi ambientali varie.
Tutte queste fasi storiche sono state caratterizzate dall'onnipresenza del concetto di libertà, distorto abilmente a seconda della logica del potere economico e sociale.
Si parla di monarchie assolute e di imperatori spietati, di dittature vergognose e della seguente voglia di costruire una democrazia dove il popolo fosse l'unico sovrano.
Così, se un tempo chi deteneva il potere assoluto lo esercitava alla luce del sole,
ora chi detiene medesimi privilegi continua ad esercitarli in modo completamente occultato.
Il cittadino medio è portato a credere di essere padrone della sua vita e di avere pieno potere decisionale riguardo l'ambito politico e l'aspetto sociale, ma in realtà non è così.

L'UOMO MEDIEVALE
E' povero o sopravvive in un'economia fragile.
E' succube dei grandi proprietari terrieri, dei monarchi e dei signori della guerra.
E' totalmente succube del potere della chiesa.
E' ignorante sotto molti aspetti.
E' illuso da falsi miti.
E' spietato verso i cosidetti “eretici”.
E' afflitto spesso da carestie e pestilenze.
E' soggiogato dai potenti e dalla chiesa.
E' schiavo e sa di esserlo.

L'UOMO CONTEMPORANEO
E' povero o sopravvive in un'economia fragile.
E' succube delle grandi istituzioni finanziarie, dei rappresentanti del popolo e dei dittatori.
E' parzialmente succube del potere delle religioni.
E' ignorante sotto molti aspetti.
E' illuso da falsi miti.
E' spietato e spesso intollerante.
E' afflitto spesso da crisi economiche e epidemie.
E' soggiogato dai mass media.
E' schiavo ma si crede libero.

Il processo evolutivo dell'uomo sembra essersi fermato.
Cambiano gli scenari, cambiano gli attori, cambiano i poteri e
cambiano le dinamiche ma la storia è sempre la stessa, come una trama che si ripete all'infinito.

Allora la domanda che dovremmo farci è:
Quand'è che inizieremo a migliorare questa società, attraverso la vera evoluzione?


21 Gennaio 2016,

Francesco Cerenzia


sabato 20 febbraio 2016

"Scrivere in inverno"


Ho cercato con tutte le mie forze, qualcosa che mi aiutasse a vivere felicemente questa esistenza.
Ho scavato senza sosta nel centro del mio io più celato...
Ed ora, sono pronto a mostrarlo al mondo.
Ora, sono me stesso...


Lettera all'ispirazione
E' fu proprio lei,
che inaspettatamente mi porse una mano...
Una mano che tuttavia non sapevo riconoscere,
una mano di cui mi fidavo a mala pena,
una mano che, nel suo mistero, mi diede la voglia di farlo.
Non sapevo se voltandomi avrei visto la sue evanescenza,
Ma era una delle cose più profonde che avessi mai avvertito.
Mi faceva sentire meno solo
e forse con l'inganno o forse con l'intento,
essa mi aiutò a far uscire tutto quello che mi turbava dentro.
Come una figura beata, come un'incarnazione degli dei,
con la bellezza della luce più accecante e il dolore di una spina
conficcata nel cuore.
Mi ha ispirato, mi ispira ancora e
so con certezza che continuerà a farlo.
Instancabilmente.


Attraverso la mia solitudine
E poi mi resi conto una mattina,
che il mondo in cui vivevo si allontanava sempre di più.
Il freddo si era ormai insinuato nei meandri della mia anima
e la voglia di sopraffarlo mancava ora dopo ora...
La convinzione della gente,
le credenze distorte che ossessionavano le persone,
la voglia di conoscere quel che non si vede...
La battaglia eterna che combattevo da un'intera esistenza
e la verità dimenticata...
Tutte cose, che negli anni avevo represso.
Avevo scordato me stesso,
avevo toccato il mio personale fondo,
mentre in ogni dove, lei si rafforzava e
con la sua grinta mi afferrava con forza.
Ah! La solitudine...
Chissà se un giorno riuscirò a sconfiggerti del tutto.



Nel freddo inverno, tra tempeste burrascose e focolai di lucentezza racchiusi nel nostro animo.
Parole che ti illudono, pensieri che ti scaldano, illusioni che ti accompagnano per il resto del cammino.


Scrivere in inverno
L'inverno è un periodo molto strano,
per certi versi molto intenso...
Esso cela dietro il suo gelido manto,
un caldo profondo che solo in pochi riescono ad avvertire.
E' come se tutte le emozioni e tutti i folli pensieri
avessero bisogno di farsi sentire ancor più intensamente.
Come se la testa avesse il disperato bisogno di ampliare i suoi poteri,
di ingrandire i suoi sensi e di far riflettere
sulle origini di un qualcosa
che ancora oggi non riusciamo a comprendere...
L'esistenza, l'umanità,
la nostra anima e la nostra coscienza contorta.
Scrivo in inverno,
perchè il freddo estremo che sente il mio corpo è
totalmente sconfitto dal caldo rovente che cova il mio animo.


Etereo
Una via fatta di nebbia,
una strada senza direzioni
e luci profonde che attraversavano il paesaggio.
Non c'erano uomini,
c'era solo la voglia
di proseguire diritto verso la salvezza.
Ma qual'era questa salvezza?
Cosa faceva di quell'ignoto una possibilità di essere salvi?
Forse l'unico modo di scoprirlo era andare fin in fondo...

Non incontrai essere vivente,
non scambiai neanche la più banale delle parole,
non c'erano volti con cui poter dialogare,
non c'erano visi da dover poi ricordare...

Sapevo che sarei tornato indietro,
qualcosa mi diceva che lo avrei fatto...
Non ero ancora in grado di essere etereo e
io stesso non volevo esserlo di già.
Avevo molto da vivere e molto altro da amare.
L'eterna salvezza,
avrebbe aspettato ancora a lungo prima di accogliermi con essa.
Lo dovevo...
Lo dovevo a me stesso.



Nella complessa rete che unisce riflessioni e sogni,
pensieri e dispiaceri, follia e razionalità
si trova ciò che da sempre cerchiamo.
La pazzia a volte può essere una virtù mortale,
in grado di segnarti fino in fondo e solcare per sempre tutto di te...


Pensieri di un pazzo
Erano come bastonate nella testa,
che colpivano con forza ogni angolo della mia mente.
Essa ne era invasa e non sembrava avere voglia di liberarsene.
Come una droga, come un bicchiere di alcool puro
che ti provoca dei brividi profondi.
Partivano dall'interno per poi arrivare in superficie
e anche se la bocca non sapeva esprimerli,
anche se le parole non trovavano via di uscita,
c'era pur sempre la penna... Fedele compagna mia di viaggio,
che mai avrebbe scritto il falso,
che mai avrebbe solcato il bianco della carta con frasi superficiali.
Ero pazzo?
O ero solo un povero illuso?
D'altronde il mondo sapeva bene come illuderti
e io potevo essere una delle sue tante vittime.
Pensieri di un pazzo,
parole di un folle,
come descrivere quello che più intasava il mio inconscio?


Mezzo vuoto
Mezzo vuoto come quel dannato bicchiere,
mezzo vuoto come quelle parole dette in modo falso,
mezzo vuoto come la mia visuale personale dell'universo,
mezzo vuoto come un “ciao” detto leggermente,
mezzo vuoto come me, che altro non ero
se non un uomo che cercava di sopravvivere
nel mare immenso della vita,
nel “niente” degli altri come me.



Nessuno potrà mai svelarci il senso stesso della vita.
Nessuno potrà mai capire del tutto, il peso che diamo alle nostre più profonde emozioni.
Attimi preziosi, istanti irripetibili, pezzi di noi.


Debole
Dedicato a chi reprime le sue ansie, senza combatterle.
Dedicato a chi crede di essere nel giusto, senza ascoltare i detti altrui.
Dedicato a me,
un povero illuso che pretende di conoscere la verità.
Dedicato a voi,
che vi impegnate a comandare un qualcosa che mai conoscerete.
Dedicato ai deboli,
che umilmente chinano il capo cercando di vincere tutte
quelle assurde priorità.
Deboli, nella nostra convinzione...
Deboli, nel nostro sapere...
Deboli, come ogni uomo e ogni donna.
Deboli, esattamente come me.


Seduto
Era una gelida mattina
e la neve aveva ricoperto con la sua lucentezza la strada.
Si cercava calore,
si cercava compagnia,
si cercava un sorriso che illuminasse quel dì.
Lui era seduto solo,
ad un tavolo di un bar qualsiasi.
I suoi sbagli lo avevano travolto
e le sue convinzioni lo avevano tradito.
Affondava le sue paure in qualcosa di forte
che gli avrebbe impedito di pensare,
di provare emozioni,
di sentire le sue colpe
che piano piano stavano divorando il suo io.
L'unica cosa che c'era da fare era bere un buon whiskey.
L'unica compagnia in grado di non farlo sentire solo,
almeno non più di quanto lo fosse già.
La paura gli aveva rubato l'anima
e i finti appigli non bastavano più.
L'illusione di stare bene era sparita.
Essa non era più in grado di sostenerlo,
essa non era più in grado di farlo sentire semplicemente se stesso.
Così se ne stava seduto,
paralizzato dai suoi stessi sentimenti,
mentre un goccio di sudore gli scendeva dalla testa.
Era l'alcool,
era la solitudine,
era la vita che si scagliava intensamente su di lui...
In quel bar...
E lui era lì, seduto.



Il lato bello delle riflessioni, il lato che ti lascia a bocca aperta...
Lo stupore proveniente dal sapersi raccontare con poche frasi,
con poche sillabe dette in modo disordinato.


Era lei il dolce pensar?
Lunghi capelli capricciosi
come il mare in tempesta,
un colore intenso che richiamava le più grandi
magnificenze della natura.
Occhi profondi,
occhi che penetravano dentro l'anima,
senza lasciare spazio a emozione alcuna...
Soavemente e delicata,
lei camminava con aria forte e matura.
Ero certo che dentro avesse il mondo...
Ero certo che presto o tardi,
lo avrebbe manifestato
con fierezza...
Come solo una donna sa fare...
Come solo lei sapeva dimostrare...
Io immobile la fissavo
e nella testa tutto era scomparso senza lasciar traccia.
Solo il suo pensiero mi era arrivato,
impregnato di odor che sapeva di primavera!
Allora mi chiedevo...
Era lei?
Era lei il dolce pensar?


Un tempo ero io
Lui era vivo,
lui era sano,
lui era forte.
Scavando poi,
tra pensieri e paura
lui scovò qualcosa di nuovo.
Qualcosa che prima o poi lo avrebbe sopraffatto...
Non poteva controllarla,
perchè quell'idea era illusione.
Vivere di ricordi non era giusto,
vivere di sensazioni era troppo intenso,
vivere il presente, sperando in un futuro
era ciò che non sapeva più fare...
Un tempo forse, avrebbe reagito!
Un tempo forse, si sarebbe lasciato tutto dietro!
perchè un tempo era lui,
ora non più.



La terra è un posto pieno di misteri, un posto ricco di creature affascinanti e
mai nessuno riuscirà a conoscere tutti i segreti che esse nascondono,
da quando il tempo ha iniziato il suo scorrere inesorabile...


Il rumore del mare
E non c'era alcun suono a disturbare la quiete,
che aleggiava sovrana sui granelli dorati della sabbia.
Non c'era alcun male in grado di sconfiggere
la pace profonda radicata in quel luogo.
Solo chi ascoltava intensamente
poteva però avvertire un lieve fruscio,
poteva emozionarsi con la musica
più bella che la natura avesse mai potuto suonare.
Non servivano orecchie per ascoltare
quella beata melodia,
servivano cuori in grado di comprenderla.
Perchè essa era qualcosa di speciale,
era qualcosa simile al rumore del mare.


Il lamentar del verde
Quanto era bello poter respirare quella purezza,
quanto era bello saper apprezzar i suoi immensi doni.
Una, due, infinite vite
connesse ad essa indissolubilmente.
E fin dove lo sguardo arrivava,
poteva vedere un'immensa bellezza,
una sterminata poesia,
un'incontaminata meraviglia...
Poi il grigio sostituì il verde
e il dolce suono di madre natura
apparve sconfitto.
Oppresso da quel lamento,
il triste lamentar del verde.



L'ignoto attrae l'uomo e lo spaventa mortalmente,
la voglia di scoprire ciò che non possiamo vedere ha da sempre affascinato tutti noi.
Esseri fortemente intelligenti e allo stesso tempo dannatamente stupidi.
Esseri tanto forti all'esterno, quanto deboli all'interno...


In sogno
Venne una notte in sogno,
per dirmi che avrei dovuto agire.
Per spiegarmi quanto male nascondeva l'animo umano
e quanto altro bene c'era ancora da scoprire.
La mia paura, quella notte
era palpabile nella mia aura
e la curiosità di scoprire chi
fosse quella figura scura, mi intasava la mente.
Ella provocava dei brividi sovrumani,
dentro di me...
Ma sapevo che non c'era male in lei.
Lo capii dal suo sguardo di compassione,
dai suoi occhi pieni di amore.
Non era ancora il mio turno di
scoprire l'aldilà...
Dove l'anima viaggiava immortale,
e ogni ansia era solo un ricordo lontano
di vite andate e perse nel tempo,
di sentimenti provati
e di ricordi vissuti.


Due
Ridevo in maniera intensa,
ridevo di gusto come se fosse stata
l'ultima volta che avrei potuto farlo.
Come se qualcosa di così fottutamente comico
si fosse impossessato di me.
Qualche istante dopo,
smisi di farlo.
Di scatto smisi di sorridere e il mio volto
si trasformò.
Piangevo,
piangevo senza alcuna ragione apparente...
E stranamente non riuscivo a smettere di farlo.
Le lacrime solcavano il mio viso
e mentre mi guardavo allo specchio
osservavo due parti di me.
Due parti che temevo,
due parti che mi terrorizzavano,
due parti che non conoscevo e
che mi provocavano brividi intensi di paura.
Una più dell'altra...
Due.



Tra menzogne veritiere,
tra l'incapacità di scrivere quello che più volevo dire.
Tra le mille paranoie insinuate dentro e
tra la forza, che prima o poi, sarebbe riaffiorata in quella nebbia...
Quella nebbia che altro non era,
se non la mia stessa vita.


Vero
Che si provava a continuare a vivere,
credendo in una marea di illusioni.
Che si provava a sopprimere ciò che
in realtà si era sempre conosciuto.
Cosa si sentiva,
nel pronunciare mezze verità.
Cosa si provava, nel fare di esse
il nostro pane quotidiano.
Come si vive in una continua
spirale di false abitudini.
Dubbi, follia, paura e serenità...
Tutto era così falsificato,
tutto era così dannatamente giusto.
Ma chi l'aveva deciso?
Chi aveva detto qual'era la cosa giusta?
Chi aveva imposto quel maledetto vincolo?
Chi di noi, è veramente normale?


Tra bene e male
Quella voce dentro,
da molti adorata e da pochi snobbata.
Potere immenso dell'umanità e
fonte inesauribile di pensieri alterni...
Qualcosa che nessuno
avrebbe osato mettere in dubbio,
ma che dava sempre modo di agire e
di affrontare ogni aforismo ritenuto immorale.
Ah! Cara vecchia moralità!
Sei stata, sei ancora
e sarai sempre
una delle più grandi incognite
della nostra storia infinita,
dei tempi che furono
e di quelli che saranno.
Ancora e ancora...



Fine

Gennaio 2016,
Francesco Cerenzia




giovedì 11 febbraio 2016

"Liberi"


LIBERI”

Vedere il sole,
osservarne i raggi mentre illuminano il volto...
Quale bellezza, quale grazia si cela dietro quel bagliore.
Quanto ancora dovremmo aspettare
prima di conoscere la verità,
il senso, il significato della vita.

Il vento, la brezza,
l'aria, la natura...
Tutto simboleggia la vera essenza,
tutto conduce a lei...
La libertà.

Non ci sarà mai tempo per gli oppressori,
non ci sarà mai tempo per sopprimere ciò per cui lottiamo,
nessuno potrà mai toglierci la libertà,
nessuno riuscirà a piegare le nostre volontà.

E' ciò che siamo stati,
ciò che siamo e ciò che saremo...
Liberi.

11 Gennaio 2016,

Francesco Cerenzia


domenica 7 febbraio 2016

Una maschera... E' per sempre!



UNA MASCHERA... E' PER SEMPRE!


Lunedì: maschera da uomo forte.

Bene, iniziamo la settimana col botto!
Sono io l'unico padrone della mia vita.


Martedì: maschera da buon cittadino.

La tivù dice che l'economia sta ripartendo e che la crisi è ormai alle porte! Finalmente ora potrò di nuovo essere libero di spendere i miei soldi in sigarette, alcool, profumi e cianfrusaglie varie senza sentirmi in colpa. Che sollievo!


Mercoledì: maschera da omofobo.

Alcuni politici pensano che non sia giusto concedere certi diritti fondamentali agli omosessuali, perchè sono contronatura! La famiglia deve essere formata da un padre e da una madre! Ed è così che dovrà essere in futuro.


Giovedì: maschera da anticonformista.

Oggi su facebook, tutti i miei amici virtuali hanno cambiato immagine del profilo aggiungendo uno sfondo color arcobaleno! Chissà perchè? Forse protestano contro qualcosa? In ogni caso lo faccio anch'io, perchè infondo sono sempre stato un anticonformista.


Venerdì: maschera da uomo informato.

Oggi in internet ho letto molte notizie riguardanti gli immigrati arrivati in Italia, e molti di essi sono violenti e quasi tutti terroristi.
Non volevo crederci, ma poi il conduttore del telegiornale ha detto lo stesso in tivù e non posso fare altro che credergli.


Sabato: maschera da uomo allarmato.

A quanto pare tutti dicono che siamo in guerra contro l'isis! Dovremmo attaccare e dare una lezione a tutti quei folli! Altrimenti ci massacreranno.
E poi anche la Corea del Nord non scherza mica con questi atteggiamenti di minaccia! Dovremmo avere tutti paura, la tivù dice che siamo in pericolo! Svegliamoci gente!


Domenica: maschera da cristiano devoto.

Siamo tutti fratelli e sorelle, dobbiamo amarci e perdonarci l'un l'altro.
Ma ci sono cose che io, per esempio, non potrò mai perdonare!
So che Gesù Cristo però capirà... Vado sempre a messa la Domenica!

7 Febbraio 2016,

Francesco Cerenzia


venerdì 29 gennaio 2016

"Nuovi dipinti"

Ecco alcune delle nuove opere di Gemma Vulcano.
Quando l'arte sa come deliziare la vista!

"La paesana perfetta"


LA PAESANA PERFETTA

2015, Italia

Lidia è una giovane donna italiana di 20 anni, da poco diplomata, che vive in un piccolo paese di duemila anime.
E' una grande sognatrice e ha come obbiettivo principale, proseguire i suoi studi e specializzarsi in legge.
Lidia è vista dalla maggioranza dei suoi compaesani come una ragazza vivace e intraprendente, soprattutto dai suoi amici più cari, che la amano ciecamente.
Loro la considerano come una moderna “amazzone” capace di travolgere con le sue idee contemporanee e progressiste davvero tutti e tutto.
La giovane è amata soprattutto per la grande forza d'animo che la caratterizza e per lo spirito di autonomia che dimostra, in maniera intensa, già in giovane età.

Queste stesse virtù però, possono causare più di un problema in un paesino di montagna dalle propensioni mentali piuttosto chiuse e tradizionaliste; e questo Lidia lo impara quotidianamente sulla propria pelle.

La ragazza ha delle idee precise riguardo al suo futuro e sogna di diventare avvocato e di cambiare, nel suo piccolo, il mondo.

Inoltre spera di riuscire a portare più libertà e apertura mentale anche tra i suoi compaesani bigotti e “borghesi”, cercando di abbattere quelle tendenze tradizionaliste che generalmente soffocano caratteri come il suo.
Lei credeva nella forza delle donne e sapeva che con la sua caparbietà sarebbe arrivata lontano.

Nell'esporre il proprio pensiero, Lidia trova non poche difficoltà e spesso viene considerata dai suoi stessi parenti come una “folle” o meglio, come una “illusa”.

Non è tutto così semplice per noi donne, figlia mia!
Il mondo è un posto tanto grande quanto crudele, e solo con un uomo al tuo fianco riuscirai a trovare la serenità e la stabilità!”
-Le ripeteva spesso la madre durante i pranzi e le cene in famiglia.

Anch'io alla tua età, volevo essere più autonoma e libera!
Credevo di essere abbastanza forte da non aver bisogno di nessun uomo, ma mi sbagliavo di grosso! Perchè una donna da sola non è vista di buon'occhio.... Ed è fragile!”
-Le diceva spesso e volentieri la zia materna.

Una donna deve sistemarsi per bene e far trovare il pasto caldo al marito tutte le sere, non puoi mica restare zitella per sempre! Chi si curerà di te se non ti sposi? E cosa diranno le persone che ci conoscono?”
-Insisteva spesso il fratello maggiore.

Ma Lidia, circondata perennemente da questo clima di oppressione, non si lasciò mai abbattere e col tempo portò a termine i suoi studi universitari diventando una brillante avvocatessa; inoltre nei cinque anni trascorsi a studiare in una cittadina vicina al suo paese, la ragazza aveva sempre mantenuto fede ai suoi ideali e progettava con entusiasmo dilagante di fare un master all'estero che le consentisse di vedere e vivere pienamente il grande mondo esterno.

Ma ovviamente, il progetto costa più del previsto e Lidia chiede, sebbene controvoglia, un piccolo aiuto economico al padre.

Ti sei laureata, ti sei divertita e hai raggiunto il tuo scopo! Ora credo che ti serva un marito molto più di un master! Magari poi questo viaggio lo farai con lui!”
Le disse il severo padre con tono autoritario e senza dare possibilità alcuna di replicare alla giovane figlia.
Lidia quella sera pianse dalla rabbia e dalla frustrazione.



2018, Italia

A tre anni dalla laurea,
Lidia si era sposata con Matteo, suo caro amico d'infanzia diventato di colpo il suo unico amore.
Naturalmente gli sposi risiedevano nello stesso paesino natio di entrambi; e mentre lui lavorava nel campo dell'edilizia lei si occupava della casa a tempo pieno.
Ovviamente Lidia, per motivi economici, non frequentò mai quel master all'estero tanto desiderato e questo le causò molto dispiacere; un dispiacere, diventato così insopportabile, da costringere la ragazza a reprimere per sempre i suoi ideali da illusa e non adatti al futuro che la famiglia aveva scelto per lei.

L'amazzone non c'era più...
Era stata annientata, anzi si era annientata.
L'autonomia per lei aveva perso di significato e ora di più importante c'era la sicurezza e la certezza, ottenute solo ed esclusivamente sposando Matteo.
Almeno era questo, quello che Lidia si ripetè di continuo mattina dopo mattina, settimana dopo settimana, da quando si era sposata con l'amico.
Se lo ripetè fino allo sfinimento, fino al punto di crederci sul serio, fino a far diventare questa folle idea una realtà vera e propria.
Lidia aveva trovato la sua “strada”, aveva finalmente accolto e accettato i buoni principi di una perfetta paesana che compie i suoi doveri.
Quella voglia di libertà, che dominava il suo animo anni prima, non aveva lasciato la minima traccia dentro di lei...
Lidia aveva abbandonato quella parte di sé che desiderava il mondo, che bramava la conoscenza.
Lei aveva abbandonato se stessa... Mese dopo mese, inesorabilmente.


Sembra storia vecchia, ma quante Lidie esistono ancora oggi in realtà di paese e spesso anche di città?

Sono innumerevoli le donne, che ancora oggi, vengono considerate troppo deboli per sopravvivere nella società senza un uomo.

Sono troppe quelle che, per paura di rischiare e di fallire, preferiscono rinunciare ai propri sogni e alle proprie aspettative... Lasciandosi condizionare spesso, da realtà antiche e bigotte mascherate da sicurezza e certezza.

Lidia si è spenta, non farlo anche tu!

5 Gennaio 2016,
Francesco Cerenzia